mercoledì 6 luglio 2011

Autoanalisi e bocciatura...



....e di nuovo quell'ansia da prestazione ti attanaglia lo stomaco, ti senti impotente davanti al fatto compiuto, sperando non degeneri ancora di più...ma ti chiedi: dov'eri quando è cominciato a succedere, cosa facevi, se c'eri e se sì, visto che c'eri, a cosa pensavi, perchè di sicuro non pensavi a ciò che stava accadendo.....come hai fatto ad avere le fette di prosciutto davanti agli occhi e ancora, se accade ora che la situazione puoi averla ancora sotto gli occhi, tra qualche anno cosa farai? Il mestiere di mamma è qualcosa di impossibile, io credo, da fare alla perfezione. Ma sono dell'idea che qualsiasi altro mestiere si faccia meglio, che dia anche più soddisfazioni perchè se fatto bene te ne accorgi subito.....non vorrei essere mai una mamma perfetta, ma alcune soddisfazioni su me stessa per le prove che cerco di superare tutti i giorni, come tutte le pluri-mamme lavoratrici, vorrei provarle da subito per poter continuare al meglio. Mi accorgo invece che fare la mamma e non sentirsi adeguata agli occhi delle mie figlie mi fa sentire inutile. E averne un altro in grembo mi fa paura, penso che se non ce l'ho fatta con la prima, ci ho provato con la seconda e non ci riesco con la terza....cosa ne sarà del quarto??? Dove ce l'ho quell'istinto materno di cui si parla tanto? Dove, quella pazienza che una mamma amorevole dovrebbe avere??? E ancora, dov'è quell'attenzione particolare che dovrei dedicare loro in quanto tutrice e genitrice? Sarà per quello che tanti mi hanno detto che sono coraggiosa a decidere di averne un altro, perchè dopo averne rovinate 3, ho il coraggio di comprometterne un altro? 
E' da ieri sera che mi chiedo: come ho fatto a non accorgermi che la mia bimba, di buona forchetta e normalmente mangiona, non mangiava da una settimana? O meglio, più che accorgermi, come ho fatto a non approfondire la situazione e dare la colpa solo al caldo e alla sua stanchezza? Veniva a casa dicendomi che era stata sul punto di svenire dopo pranzo e che aveva mal di testa.....ho sempre imputato il suo malessere al caldo, immaginando che non sapesse nemmeno cosa significhi "sentirsi svenire" (lei è molto teatrale.....)e che il mal di testa fosse dovuto allo stare dentro il capannone dopo pranzo dopo una mattinata di pieno sole, dato che anche l'altra pupa più grande se ne lamentava.....allora ho supposto che l' "effetto serra" del capannone li sfiancasse più del solito.....Mi portavano i baracchini vuoti, la borsa del pranzo senza più niente, non ho nemmeno mai immaginato di chiedere hai mangiato abbastanza....quando il cibo che preparavo loro era abbastanza..... ma dov'è il mio istinto materno??? e quando ho intenzione di svilupparlo, se mai ci riuscirò??? E mi chiedo.....ma quando le mie figlie saranno più grandi e più autonome, come mi accorgerò dei loro problemi più o meno gravi, se ora non mi rendo conto che mia figlia potrebbe cadere in un buco senza fondo???? Sentirmi dire, tempo fa da una persona che mi sta a cuore di non essere una buona madre mi ha fatto male, davvero molto male. Quella frase, detta sicuramente per spronarmi e non per ferirmi, quella volta mi è rimasta sul gozzo, ma mi rendo conto che alla fine non erano parole "pour parler"..... un fondo di verità ahimè c'era ed io ora lo sto capendo......e mi chiedo: ma con che coraggio sto per avere un altro bimbo e fino ad ieri mi sentivo pure euforica????? Ora mi sento solo inadatta ed impaurita, sento che tutti i miei criteri per sentirmi non per forza una buona mamma, ma almeno attenta alle esigenze delle mie pupe sono crollate. La mia testa è piena di dubbi sui miei principi attivati sull'educazione delle bambine finora.....Forse chi mi ha detto che avere un quarto figlio non è coraggio ma incoscienza non aveva, ahimè, tutti i torti....  =(((  
Ed indietro non posso più tornare.....

mercoledì 22 giugno 2011

I BAMBINI IMPARANO QUELLO CHE VIVONO

 I bambini imparano quello che vivono
Se i bambini vivono le critiche, imparano a condannare
Se i bambini vivono con l'ostilità, imparano a combattere
Se i bambini vivono con la paura, imparano ad essere apprensivi
Se i bambini vivono con la pietà, imparano a commiserarsi
Se i bambini vivono con il ridicolo, imparano ad essere timidi
Se i bambini vivono con la gelosia, imparano a provare invidia
Se i bambini vivono con la vergogna, imparano a sentirsi colpevoli
Se i bambini vivono con l'incoraggiamento, imparano a essere sicuri di sè
Se i bambini vivono con l'incoraggiamento, imparano ad essere sicuri di sè
Se i bambini vivono con la tolleranza, imparano ad essere pazienti
Se i bambini vivono con la lode, imparano ad apprezzare
Se i bambini vivono con l'accettazione, imparano ad amare
Se i bambini vivono con l'approvazione, imparano a piacersi
Se i bambini vivono con il riconoscimento, imparano che è bene avere un obiettivo
Se i bambini vivono con la condivisione, imparano a essere generosi
Se i bambini vivono con l'onestà, imparano ad essere sinceri
Se i bambini vivono con la correttezza, imparano cos'è la giustizia
Se i bambini vivono la gentilezza e la considerazione, imparano il rispetto
Se i bambini vivono con la sicurezza, imparano ad avere fiducia in se stessi e nel prossimo
Se i bambini vivono con la benevolenza, imparano che il mondo è un bel posto in cui vivono.
                                                                              Dorothy Law Nolte

Un pò di tempo fa il mio amato babbo mi ha fatto riflettere su quanto è importante seguire i propri figli per dare loro un buon bagaglio nel loro futuro, un pò di tranquillità in tutto questo caos che è il mondo esterno, che ti propone di tutto ma non ti dà niente......un pò com'è il mio zainetto, aggiungerei....non sono perfetta, anzi, ma so di aver acquisito dall'insegnamento dei miei genitori un buon bagaglio che mi rende serena di nome e di fatto, sana di salute e sana di mente, senza grilli strani per la testa, senza troppe pretese. Vivo tranquilla con la mia famiglia e i miei amici all'insegna della pace, della tranquillità e dell'allegria, cercando di non tirarmi appresso per troppo tempo le sfortune e gli inciampamenti che trovo camminando lungo la mia vita. Questo vorrei che se lo portassero dietro anche le mie figlie. Ognuno di loro migliorando, perfezionando e soprattutto personalizzando il tutto, naturalmente.....
Così, presa dall'entusiasmo del momento, ho abbandonato tutte le letture che avevo in corso, tra cui la storia di Madre teresa di Calcutta, che ora riprenderò, e mi sono tuffata in questo libro che ho trovato tra tanti altri dedicati al'educazione dei bimbi nella mia libreria. Come i bambini, l'ho preso perchè tra tutti mi sembrava quello più sottile, con le scritte grosse....mancavano solo le figure. Sapevo anche che un mattonazzo non l'avrei retto. Ci sono delle informazioni che io credo che debbano essere date come dei flash, senza tanti giri di parole o paroloni da vocabolario. E ci ho azzeccato. Ho cominciato a leggerlo addirittura partendo da metà, solo per capire se era il tipo di libro che potevo intraprendere, un pò come quando si va in biblioteca o in una libreria e si sfogliano i tomi per capire se possono ispirare o meno. Uguale. Così, dicevo, ho cominciato a leggerlo da un certo punto e ho contiuato senza rendermi conto che non era dall'inizio. Alla fine ho ricominciato e riletto ancora una volta. Alla fine ho pensato che questo libro potesse essere la chiave di tutti i neo-genitori. Un vademecum da mettere in borsa. Praticamente è la magnifica poesia che ho riscritto all'inizio, scritta da Nolte nel 1954, e sviluppato verso per verso nel libro. Ogni verso è spiegato con parole semplici, chiare e dirette, con esempi di vita quotidiana e suoi sviluppi. Davvero bellissimo. Un libro che non vale la pena davvero prestare, perchè può sempre servire. Un libro che dovrebbero avere sul comodino ogni genitore e leggerne un passo ogni giorno come fosse un pensiero quotidiano perpetuo, un libro che andrebbe sempre letto e riletto, un libro che ti spinge ad essere il migliore genitore per i tuoi figli mentre lo leggi. Un libro che andrebbe regalato ad ogni donna che sta per diventare mamma ed a ogni uomo che diventato genitore vuole essere per suo figlio il migliore papà. Come lo è il mio che mi aiuta sempre a riflettere. Come lo è la mia mamma che ha sempre dato il massimo per essere la migliore e per me lo è davvero. Come i miei genitori, che facendomi "vivere con la benevolenza," mi hanno trasmesso "che il mondo è un bel posto dove vivere".

venerdì 10 giugno 2011

Ultimo giorno...


Oggi per le mie pupe è stato l'ultimo giorno di scuola. Soprattutto per la grande, che ha finito il ciclo delle elementari. Ma stamattina mi sembrava abbastanza contenta, così sono andata a prenderle a scuola tranquilla anche io. Negli ultimi anni, una cosa che non mi perderei per nulla al mondo della scuola è quell'urlo finale degli scolari: è un'emozione che ti sale da dentro la pancia e sgorga, volente o nolente, negli occhi. Per direttissima.
Lo provavo già quando ero studentessa io, che urlavo dalla felicità per la fine della scuola di per sè, ma piangevo perchè in estate non avrei visto le compagne ed alcuni profs tutti i giorni..... Così anche se ero partita tranquilla, mi sono munita degli occhiali da sole. Non si sa mai.....Quando il pullmino ha portato via i primi bimbi urlanti dalla felicità, mi sono messa in posizione strategica per farmi vedere dalla piccola ma per vedere bene cosa faceva la mia primogenita. Alzo lo sguardo e vedo qualche bimba di quinta alla finestra, piangente....Mi diverte vederle, ma man mano che si affacciano, una tira su col naso, una ha gli occhi rossi, una singhiozza.......finalmente suona la campanella, un boato di felicità si alza nel cielo.....si chiude un pò lo stomaco, tante cose passano per la mente, addirittura ti rivedi le piccole quando erano neonate, ed ora le rivedi con lo zaino, pacifiche pronte a finire l'anno....Esce la piccola, abbastanza contenta se non fosse che un amico le ha tirato un pugno sulla spalla he già le duole.....arriva la classe di Veronica....escono le bimbe, alcune disperate, altre si attaccano alle maestre, una va dalla mamma singhiozzando, poi torna dalla maestra e le si attacca al collo..... le mie "nipotine" vengono ad abbracciarmi cercando un pò di consolazione, singhiozzzando una e piangendo come forse non le avevo mai viste prima. me le coccolo un pò, mi fanno un pò ridere, ma poi fanno tenerezza. D'altronde il prossimo anno non saranno nella condizione di attaccarsi al collo dei professori. Finalmente esce la mia, insieme al gruppo di maschietti, meno piagnoni e molto sicuri di sè. Esce semplicemente urlandomi: "E' fi-ni-ta-a-a la scuo-o-o-o-la-a-a" sulle note dell'inno  Po-po-po-popopo-po dei mondiali 2006. E' tranquilla, non piange....starà crescendo? O semplicemente non sa cosa le aspetta il prossimo anno? Io non ho fatto terrorismo, quello che incontrerà lo vedrà cammin facendo. Le maestre, finito di consolare le bimbe più disperate, ci salutano. E' più forte di me, ma avvicinarmi e salutarle stringendo loro la mano, proprio non mi riesce...Quest'anno non ho proprio condiviso alcuni loro atteggiamenti. Sono la prima a colpevolizzare il comportamento di mia figlia, ma a volte hanno dato troppo per scontato. E non mi è proprio piaciuto. Comunque è finita. La bambina era proprio alla frutta, non ne poteva proprio più e non mi pare proprio rattristata, anzi!!!. Anche se sono sicura che rimpiangerà questi 5 anni. Ma tutti ci passiamo e spero rimpianga solo il divertimento. Ci incamminiamo verso casa. Quelle 2 stupide lacrime sgorgano senza nemmeno che me ne accorga, meno male che ho gli occhiali. Alla fine ti rendi conto che da quando avevi tra le braccia il frugoletto sono già passati 11 anni, e sembra così impossibile. Oggi c'è il sole e fa caldo. Si è chiuso un capitolo grosso della vita di mia figlia, ora avrò 3 mesi per aprirne uno nuovo, cercando di farlo nella maniera più positiva e sicura possibile. Solo per lei. =))

domenica 5 giugno 2011

CONSAPEVOLEZZA ACQUISITA E RICETTA!!





Oggi siamo stati a mangiare dai miei nonni. Il nonno, di 86 anni, ci ha preparato un pranzo da re; i ravioli vegetali fatti a mano col sugo, le polpette con una caponata di verdure del suo orto e io ho portato il dolce. Ci siamo rimpinzati come dei maialini, era tutto davvero molto buono. Ma la cosa più buona è sapere che prepara tutto con le sue mani, oggi mentre mangiavamo meditavo che la sua autoproduzione è davvero ad alti livelli, considerando il fatto che non credo lo faccia con la vera consapevolezza di fare autoproduzione come lo si intende oggi, un avvio verso la decrescita felice (!!!!) e che lo fa una coppia di anziani a cui, dopo una vita di risparmi, non fa alcun peso prepararsi pane settimanalmente, pasta, verdure che coltiva nonno nell'orto passatogli dal comune, cucinare torte le cui ricette le prende da internet, conservarsi le verdure da una stagione all'altra....fosse anche solo insacchettarle nel freezer.....Tutto ciò onestamente mi fa vergognare e mi dà molto da pensare; a 30 anni  avendo fatto meno sforzi di lui per mandare avanti la famiglia e molti meno sacrifici, spesso dò tanto, troppo per scontato.......Oggi il nonno, come battuta, ha detto a mia figlia: "Pensa, ci facciamo persino l'acqua gasata".....Vero. Lui ha comprato la caraffa, la cui acqua filtrata viene versata in una bottiglia e trasformata in acqua frizzante con le bustine. Che possa essere discutibile o meno il suo gusto, da che mi ricordo l'ha sempre fatto e facendo un calcolo molto veloce, ha sicuramente speso di meno lui in tutta la sua vita che io in 12 anni che convivo se comprassi acqua gasata sistematicamente (che poi in realtà la compro pochissimo , non la beviamo, e in più ora abbiamo il punto smat del paese, per cui ogni tanto la prendiamo da lì, ma era per fare un calcolo approssimativo, solo per quanto riguarda l'acqua frizzante!!!!).....Non solo risparmia in soldi ma anche in rifiuti, se ne preoccupa più lui del futuro (fosse anche inconsapevolmente, ma non credo!!) che tendenzialmente non vive più nella ristrettezza che io che ho sempre problemi per arrivare a fine mese. Oggi lo guardavo e l'ho proprio visto sotto un'altra luce, sotto la luce della consapevolezza di non essere ancora in grado di risparmiare in tutto, come dovrei, al di là dei soldi, che poi sono una conseguenza a tutto ciò che viene prima..... E lui invece questa consapevolezza ce l'ha insita, radicata....io magari mi stupisco, per lui è quotidianità, naturalezza. E alla fine di tutto ciò immagino che riesca a mettere un gruzzoletto di $ da parte mensilmente, solo per il fatto che non spreca. E arrivata a questo punto della mia vita, posso solo levarmi il cappello e prendere esempio dalla sua ristrettezza quotidiana, che gli permette di essere semplice ma soprattuto longevo....Posso dire che oggi ho imparato qualcosa. E se già prima ero indirizzata a quella che oggi (non so se per moda o per convinzione vera e propria, ma se funzionasse andrebbe bene in entrambi i modi!) viene chiamata decrescita felice o l'arte della autoproduzione o del downshifting, insomma, semplicemente vorrei continuare sempre meglio a risparmiare in rifiuti, in extra spesso inutili, e perchè no, non fa schifo, in soldi. Viva i vecchi che ti aiutano a riflettere!!!!


E visto che alcune mie amiche mi hanno pregato di mettere qualche ricetta sul blog, così provano, comincio con quella della torta vegana che ho portato oggi al pranzo dai nonni come dolce che è stata apprezzata anche dalla zia che è arrivata per la merenda.

TORTA AL CIOCCOLATO VEGANA
200 gr    FARINA
120 gr    ZUCCHERO DI CANNA
70   gr    CACAO AMARO
90   gr    LIEVITO PER DOLCI
1     c     SALE
60  gr     OLIO DI SEMI
180 gr    ACQUA FREDDA
1     C    ACETO DI MELE
2/3 gc    ESSENZA DI ARANCIA
QB        GOCCE O CODETTE DI CIOCCOLATA FONDENTE e ZUCCHERO A VELO
Mischiare prima tutti i solidi poi aggiungere tutti i liquidi. Mescolare bene, e versare in una teglia unta. Spianare battendo la teglia sul piano di lavoro e aggiungere ina pioggia di cioccolata fondente (basterebbe anche solo una tavoletta di cioccolata sbriciolata). Cuocere a 180° per 15 minuti poi alzare la temperatura a 210° e cuocere per altri 35 minuti o tenerla d'occhio fino a che non venga la prova dello stecchino.
Una volta sfornata e raffreddata spolverare di zucchero a velo.
E' chiaro che sopra la torta o dentro si può aggiungere quello che si vuole, dai canditi alle fettine di mele, al cocco, tutto ciò che desidera il palato, questa è proprio la versione classica classica.
Buon appetito!!

sabato 4 giugno 2011

Nata nel giusto periodo....??


Sono stata un pò assente dal blog per risolvere un problema personale/famigliare. Non risolto, peraltro, ci sono questioni che le prendi come vengono e le accetti, magari prima con un pò di inquietudine poi subentra il positivismo. Per fortuna....Ma va beh. Comunque in questo periodo spesso ho pensato che stavo vivendo momenti condivisibili ma non ho mai avuto il tempo, la voglia, l'ispirazione per scriverli.
Uno di questi momenti è stato il rendersi conto che a volte quando penso che vorrei essere nata nel periodo dei nostri nonni, forse sbaglio......
Una nonna a me cara (ma molto più cara a Maddalena!!!!) mi ha raccontato uno stralcio della sua vita. Lunedì scorso è stato il compleanno di sua figlia e lei  tutte le volte che se ne parla o che sta con Maddalena si rammarica di non aver potuto seguire la sua piccola appena nata perchè si è ammalata di fegato e ha perso un anno della sua vita, il primo anno. Questa volta, mi ha raccontato un pò più in specifico come ha trascorso il giorno del parto. Brevemente; al mattino si è svegliata, suo marito le ha chiesto se aveva già deciso il nome del nascituro se fosse stata una femmina. Elencati 2 o 3 Mariuccia si è resa conto che al marito non piacevano ed è uscito di casa dicendole: "A me piace tanto Marisa. Poi tu fai come ti pare". Ed è andato a lavorare. In mattinata la futura puerpera ha cominciato il travaglio, allora è corsa da una vicina, allora benestante che aveva il telefono, che ha chiamato un parente di Scalenghe che aveva la macchina che è venuta a prenderla e l'ha accompagnata in ospedale a Moncalieri. Lì le hanno fatto una puntura per velocizzare il travaglio e ha partorito. Allora tramite non ricordo più chi, sono andati a chiamare il marito che si è fatto una corsa di km e km  per andare a trovare la bimba che era nata. Ecco com'è nata Marisa.
Altro che ambulanza, paternità, libri dei nomi, messaggi del cellulare per annunciare le nascite e nomi come Alex, Gabriel o Chantal.......
Un'anziana cliente del negozio l'altro giorno mi ha confessato che le piace l'abitudine di noi donne moderne di vestirci come vogliamo. Mi diceva:"...altro che come una volta che bisognava mettere le calze, la longuette, il foulard....dovevamo essere tutte uguali...." e poi ha tirato fuori la moda, che non riesce proprio a concepire, dei pantaloni strappati.... "Sono già di idee aperte " diceva,"ma il comperare dei pantaloni strappati e rattoppati e pagarli una cifra, proprio non lo concepisco.....". In chiusura, dopo i vari racconti di mio nonno 85enne che mi ha fatto tempo fa, forse ho capito in che epoca vorrei essere nata: quella dei miei genitori. Era l'inizio in cui le donne si battevano per poter dire la loro, ma non così tanto da non riuscire a seguire i loro figli. La moda più osè era una minigonna o i pantaloni a zampa di elefante e la capigliatura cotonata e non tutte quelle strampallerie che si vedono oggi, che ho solo 34 anni ma non le capisco prorpio, un pò come l'anziana cliente.....I figli giocavano per strada e non era un susseguirsi di litigi tra vicini perchè i bambini danno fastidio al palazzo....e potrei elencarne non so quante ma sono sicura che chi lo sa, ha capito che la tecnologia ha fatto passi da gigante, a volte fin troppo.......

venerdì 13 maggio 2011

rispetto: non pervenuto!

In questi 11 anni  da che sono mamma, ovunque lasciassi le mie pupe, ho sempre diffidato della maggiorparte delle persone che me le hanno guardate, da un'ora sola a tutta la giornata. Sapevo per certo che qualunque consegna io dessi, per me importante, non sarebbe stata ascoltata. In particolare sul cibo. Se io lascio le mie figlie da qualcuno ancora adesso, anzi soprattutto adesso che mi sento più consapevole e matura per certi discorsi, ho sempre la tendenza di chiedere di non far mangiare loro nulla, e per ovviare al disturbo porto io da casa. Ma nel momento in cui le lascio ho quell'amara sensazione che non sarò ascoltata. E fino a qualche tempo fa ero infastidita, ma per amore di quiete lasciavo perdere. Forse non ci pensavo più di tanto. Ora sta cosa mi disturba proprio. Ma proprio tanto. Per seguire il metodo della mia amica che misura i suoi stati d'animo da 1 a 10, direi che mi infastidisce 10, se non di più. Se io dico di non dare loro niente, per me niente vuol dire niente, non un tic tac perchè tanto è piccolino, un tozzo di pane perchè tanto è solo pane, un succo di frutta perchè non voleva l'acqua o ancora un biscotto perchè povera, ha visto un altro bimbo mangiarlo. Per me niente è niente in assoluto. Niente. Nada. Nothing. Rien de rien. Nicht. E non trovo nemmeno logico che mi si dica che non posso nemmeno pretendere certe cose se lascio le mie bimbe a qualcuno. Pretendere? Ma di cosa stiamo parlando?  Ma quali pretese???  Per me le pretese sono ben altre!!! Qui si tratta di rispetto per le scelte altrui. E nient'altro.  Rispetto che a me viene naturale quando qualcuno lascia la sua creatura a me. So che in mano ho il suo bene più prezioso e non metterei mai in dubbio una sua richiesta. Altro che!! E poi perchè chi mi tiene le bimbe dovrebbe essere scettico sulle mie scelte? Sono scelte che ogni genitore fa sui propri figli, alcune più importanti, altre meno, ma sono tutte indiscutibili se fatte con coscienza. Per me è fondamentale che le mie figlie mangino meno caramelle possibili (non per niente combattendo anche contro le maestre dell'asilo finora non hanno mai avuto problemi di carie....) e non mi saltino i pasti perchè sazie di porcherie tra un pasto e l'altro (in questo caso anche un tozzo di pane, di cui prima, in questo caso diventa una porcheria se mangiata fuori pasto..). ma dov'è esatamente il mio sbaglio? Perchè chi mi tiene le figlie deve mettere in discussione i miei metodi educativi agendo poi come vuole? E se una volta venivo contraddetta mi sentivo in colpa. Nei momenti più bui mi chiedevo se le mie figlie non sarebbero cresciute con qualche turbamento....ma dopo 11 anni, dopo che vedo i risultati positivi su tutte e tre, mi spiace ma chi contraddice e permette la trasgressione delle mie regole di genitrice soprattutto davanti alle mie figlie non ha affatto rispetto per gli altri e questo, mi si passi il francesismo, mi fa davvero incazzare!!!!!

domenica 8 maggio 2011

Week-end in famiglia

Sabato dopo aver chiuso il negozio alle 12e30, ho lasciato le mie bimbe con il loro papi ed è passata mia sorella a prendermi. Siamo andate da nostro fratello, dove avremmo incontrato i nostri genitori per pranzare tutti e 5 insieme. Come una 15ina d'anni fa, come quando ero ragazza e loro 2 erano bambini. E' la seconda volta che ci capita da quando io sono andata via da casa e successivamente nel tempo, piano piano, anche i miei fratelli. E la prima volta non è stato nemmeno 6 mesi fa, nello specifico l'ultimo dell'anno, sempre a pranzo, compatibilmente con il lavoro del mio fratellino e degli impegni di tutti. Fa effetto per me ritrovarci solo noi 5, come originalmente eravamo. Passiamo solo un paio d'ore insieme ma non è cambiato quasi niente da quando si pasteggiava insieme allora: a noi non serve una televisione, nè una radio per tenerci compagnia a tavola, anzi, direi che darebbero fastidio entrambi. Ci parliamo uno sull'altro, abbiamo tremila cose da dirci, con la stessa confidenza e la stessa simpatia e gli stessi rimproveri di allora da parte di papà, che modera un pò il pasto: tra mia sorella che con la sua voce squillante domina su tutti noi, tra mia mamma la cui risata eccheggia in tutta la stanza, tra mio fratello che cerca per quel poco di parlare e nessuno se lo fila, perchè pur avendo ormai il vocione come papi, non ha il tono abbastanza alto da farsi sentire bene ed io che misto un pò tra loro tre. Ma è troppo bello , li osservo nei visi e vedo solo il tempo che inesorabilmente è passato su tutti e 5. Naturalmente li vedo tutti migliorati e maturati, anche i miei genitori. E si parla dei nostri vari problemi (di cuore, di figli, di soldi, di relazione...)che si mettono idealmente sul piatto al centro-tavola, insieme alle portate cucinate da tutti quanti, e pian piano se ne parla mentre si mangia e s'intercalano i grattacapi con le risate e le battute (la maggior parte di mio fratello che è sempre più simpatico e spiritoso....adorabile!!!).
Mi viene in mente che questo affiatamento tra di noi, mamma e papà l'hanno rafforzato con delle "riunioni di famiglia" che si facevano periodicamente quando si viveva tutti e 5 sotto lo stesso tetto. Me le ricordo perchè io ero il segretario, scrivevo il verbale che di volta in volta si andava a rileggere per vedere se le difficoltà relazionali tra di noi erano migliorate o meno....Hanno fatto un lavoro esemplare i miei genitori, e non lo dico solo perchè si parla della mia famiglia. Ho sempre ammirato le famiglie in cui i genitori sono riusciti nell'unione tra i figli innanzi tutto, e poi del dialogo presente tra i vari membri. Non ne conosco molte di queste famiglie, ma quelle che conosco mi gustano molto. Ed io sono felicissima di essere in una di quelle. E vorrei davvero riuscire a costruire col mio maritozzo ciò che mamma e papà sono riusciti a creare con noi.....

Per festeggiare "dal vivo" la festa della mamma, oggi a pranzo siamo andati dai genitori di mio marito, insieme alla sorella. Ecco uno di quegli esempi di famiglia in cui, ahimè proprio non mi ci vedo e sono felice di non esserci nata. Non esiste dialogo tra i vari membri, a tavola l'unica che parla è la televisione con i suoi programmi sempre uno peggio dell'altro in scempiaggine,  e qualche gridolino o domanda delle bambine. Se si parla, si urla per sovrastare il volume della tv che non si considera nemmeno di abbassare.....fratello e sorella non si parlano quasi se non per scambiare battute irrilevanti. Non c'è nessun riguardo per le scelte degli altri e non c'è spazio per le nuove decisioni che non siano quelle originarie dei miei suoceri. Il resto è oggetto di critica e giudizio negativo, senza nemmeno sforzarsi di capire il vero motivo per cui qualcuno (la nuora sopra ogni altro membro della famiglia...) potrebbe pensarla diversamente da loro. Sembra "subiscano" ogni nostra decisione e soprattutto riguardo al cibo fanno di tutto per viziare le nipoti, ormai non so più se per il gusto di viziarle per far valere la loro figura di nonni o per sminuire la nostra di genitori. Ma il rovescio della medaglia è che la piccola è in loro custodia tutti i giorni perchè anche io lavoro e per noi è un grande aiuto. Per cui tollero le loro attenzioni nei confronti delle mie figlie in maniera diversa da come facciamo noi (perchè poi in fatto di amore che provano per tutte e tre sono impareggiabili) finchè non riuscirò a fare diversamente e ringrazio il Signore per avermi donato una famiglia quantomeno più aperta in fatto di diversità e varietà presenti al mondo e di aver dimostrato a mio marito che le famiglie non sono tutte classiche e chiuse alle loro abitudini........è proprio vero che il mondo è bello perchè è vario!!!!!

Per concludere il nostro weekend oggi siamo andati a trovare i miei nonni in quel di Torino. Trattasi di 2 vecchietti di 84 e 86 anni ancora abbastanza in buona salute. Mio nonno ogni giorno si reca nell'orto, assegnatogli per qualche anno dal comune, dove semina e raccoglie ogni stagione tante buone verdurine e a casa si collega ad  internet per leggersi il giornale e controllare la sua mail. Mia nonna, prigioniera ormai da anni delle 4 mura dell'appartamento e alle parole crociate, è già un pò più abbattuta....spesso non ricorda, ripete le frasi più volte nel giro di poco tempo, beve il caffè e dopo mezzora non ricorda di averlo bevuto....fa strano vederla così. In realtà fa più strano vedere mio nonno cambiato. Non è mai stato affettuoso con me, in realtà lo ricordo poco, ma per quel poco che ho memorizzato, lo ricordo di poche parole, un pò sulle sue, senza troppe spiegazioni nè commenti. Quando ero più piccola, sono sicura che i miei genitori si sono trovati nella situazione in cui mi trovo io con i miei suoceri: una scelta non può essere diversa dalla loro, perchè è quasi impossibile che ci sia qualcosa di differente. La normalità è quella. E basta. Ogni scelta fatta diversamente è solo un colpo di testa, nient'altro che un affronto a ciò che si è imparato crescendo. Ma ora i nonni sembrano altri nonni. Da quando ho avuto le bambine ho cominciato ad assaporare i loro baci, i loro abbracci, i loro ringraziamenti per essere andati a trovarli, le loro affermazioni che fossi la loro migliore nipote (anche se so che non è vero, ma in quel momento provoca un moto di orgoglio....). Mi ci è voluto un bel pò di tempo, svariati anni perchè potessi godere di tutto ciò....prima mi sentivo più fredda, ancora arrabbiata con loro per avermi trattata come una nipote di secondo livello.....non ho potuto godere della loro saggezza quando ero piccola, non come mio cugino che ha potuto trascorrere le sue giornate con loro. Quindi quando nonna mi diceva che ero la sua nipote preferita, credevo solo mi stesse prendendo in giro, vedevo quella frase come un dolcetto a tutti gli anni di amaro in bocca che avevo ingoiato. Ma queste sono sentimenti che quando diventi mamma si addolciscono. Certo, ho il rammarico di non aver avuto fortuna, perchè la coppia di nonni che in compenso mi adorava era distante 1500 km da noi e li vedevo una volta all'anno....
In compenso le mie principesse non solo godono dell'amore di 4 nonni, ma anche di quello di 2 nonni-bis vicini che vedono abbastanza regolarmente.

Questo weekend è stato un'emozionante altalena di sentimenti contrastanti tra il divertimento, l'irritazione, il piacere, la pena, la spensieratezza, la preoccupazione, la leggerezza e la difficoltà. E' pazzesco di quanti sentimenti ti provochi lo stare in famiglia ma è la cosa più bella del mondo, un fine settimana interamente dedicata alla famiglia è un toccasana per la crescita di una persona.
Meraviglioso!!!!