domenica 11 agosto 2013

Amiche in famiglia....



Ho conosciuto Stefania al Chiosco della stazione di Pinerolo. E' successo nell'ottobre del 1998. Spesso ci ripenso e mi sembra una data così lontana... da allora ad oggi sono successe parecchie cose e se mi avessero detto che sarebbe accaduto tutto ciò che c'è stato in questi anni mi sarei fatta una grassa risata. Sedute a due tavolini diversi ci abbiamo impiegato davvero un attimo ad attaccar bottone e a conoscerci. Dopo poco tempo ci vedevamo spesso, oserei dire quotidianamente. E' stata una delle amicizie più sprint che abbia avuto. Mi sono affezionata a lei in modo velocissimo (cosa che peraltro in generale mi caratterizza sempre, purtroppo....) e abbiamo cominciato a frequentarci in modo assiduo e continuo per 2 mesi. Finchè non ha conosciuto Andrea, il suo attuale marito. Ovviamente io ho cominciato ad essere la sua seconda scelta, ma lo capivo visto che parevano davvero innamorati. Dovevo solo più conoscere la mia metà e poi, mi dicevo, saremmo stati felici in 4!!! Immaginavo le nostre uscite, che ne so, fare dei viaggi insieme, uscire al sabato sera insieme. E la soluzione a tutto ciò l' ha trovata lei. Suo fratello Mirko. E ha funzionato!!! La sua insistenza e caparbietà (di Stefania) e la sua dolcezza e la sua simpatia(di Mirko) mi hanno fatto capitolare tanto che dopo un mese eravamo finalmente 2 coppie. In effetti quello che avevo desiderato da single si stava avverando. Avevo la mia migliore amica che potenzialmete poteva essere la mia futura cognata. Come non esserne felice??? Alla faccia dei rapporti pessimi che ci sono tra cognati, mi dicevo, lei prima di essere mia parente è mia amica, cosa mai potrà farci cadere??? Ancora oggi quando guardo la mia raccolta delle foto più importanti della mia vita ce ne sono un paio che ci ritraggono felici di quel che allora avevamo ed eravamo. Tutto ciò finchè non sono rimasta incinta. Allora tutto è precipitato. Da allora il mio rapporto con mia cognata purtroppo si è annullato. Come se il nostro rapporto fosse una bolla di sapone e tutto ciò che è successo dopo quei mesi felici fosse un ago che l'ha scoppiata. 

 Con la stessa velocità con cui siamo diventate amiche, la nostra amicizia ha trovato un punto. In questi 15 anni non c'è ottobre che non penso al giorno in cui ci siamo conosciute, e "festeggio" il nostro anniversario da sola. Perchè nonostante non fosse più mia amica rimaneva mia cognata ed io non riuscivo proprio a smettere di chiedermi il perchè l'arrivo di un bambino potesse allontanare invece che unire ancora di più. Mi sembrava di essere stata leale con lei, sincera e disponibile sempre. Ma niente era servito. Così non avevo solo mia suocera a darmi contro per una gravidanza inaspettata ma anche questa ragazza con cui nel tempo varie volte ho avuto da ridire. Avevo perso per sempre quella che credevo sarebbe stata una vita famigliare serena. D'altronde non si può avere tutto dalla vita. Ma avevo Mirko dalla mia. Stefania è stata l'unica amica-sprint che i primi anni  mi ha resa tanto felice quanto disperata dopo. Con il tempo poi ha tirato fuori in me una serie di emozioni che non credevo mai più di avere e che soprattutto non pensavo di aver bisogno di tirar fuori. L'ho detestata, ho pianto tanto per lei, ho pensato cose cattive e ne ho anche dette. Ho strappato l'unica foto che avevo che ritraeva lei e me sorridenti e abbracciate. Tutte le volte che ci si trovava dai suoi e non si cadeva in discussioni sterili ma addirittura si riuscivano a fare due chiacchere tranquillamente accompagnate magari da due risate io mi illudevo che ci si potesse riavvicinare. E la minima reazione negativa successiva mi faceva capire che era proprio stata un'illusione. Ad un certo punto erano tante la mia delusione e la mia rabbia che le ho scritto una lettera kilometrica per dirle tutto ciò che avevo provato negli anni indietro, tra cui che non volevo più vederla nè sentirla. Era realmente una condizione che mi sentivo addosso. Mi sentivo come chi è innamorato di una persona e pur essendo cosciente del fatto che questa non ricambierà mai l'amore, si illude ogni volta che questa persona le fa un sorriso o scambia 2 parole in più del dovuto. Ma era anche una situazione impossibile essendo lei sorella e figlia degli stessi genitori di mio marito. 
Con gli anni, con i figli e con la maturazione che è avvenuta dopo che sono nati i pupi, oltre alla delusione ho cercato di  capire il motivo che l'aveva portata a comportarsi così con me. Essendo diventata mamma ho compreso che questo ruolo spesso può essere devastante sui propri figli se ciò che caratterizza i genitori è l'ignoranza e la presunzione. Amare tantissimo con tutti se stessi i propri ragazzi e dedicare la propria vita solo ed esclusivamente a loro non sempre dà buoni risultati sui figli. L'ho visto soprattutto vivendo sotto lo stesso tetto con mio marito. Più era abitudinaria la frequentazione in casa dei suoceri e più potevo capire il disagio che avrà vissuto mia cognata durante i miei 9 mesi di gravidanza e i successivi anni prima del  suo matrimonio ....e più cercavo di mettermi nei suoi panni e più mi passava questo malessere nei suoi confronti. E più mi passava questa sensazione che mi rendeva arrabbiata e delusa e meno era l'illusione che tra noi potesse rinascere ciò che io avevo vissuto inizialmente.

Nel frattempo anche lei è diventata mamma....di un paio di cuccioli pelosi che presto sono diventati 4. Io rimanevo incinta e lei poco prima o poco dopo prendeva un cucciolo di cane. Non so se questo stato materno, una consapevolezza in più, il crescere grazie a dei figli, che siano sangue del tuo stesso sangue o pelosi, un pò di tolleranza e pazienza di prima, insomma tutto ciò ha contribuito ad un andare d'accordo nel modo migliore, in modo disinteressato e distaccato. Il numero dei suoi cani, poi, è cresciuto, ha superato il mio di figli e ora ha una squadra non indifferente. E questo post nasce proprio dall'ultima volta che l'ho vista insieme al marito e abbiamo avuto modo di chiacchierare un pò. Entrambi parlavano di questi cani come io parlo dei miei figli....e forse nemmeno. Con un amore ed una passione che mai avevo visto e mai soprattutto avrei immaginato in lei. Ho proprio pensato, mentre parlava del carattere di un cane piuttosto che dell' altro, che il dover accudire qualcuno, in questo caso uno o più cuccioli, ti rende migliore, più predisposto anche agli altri. Io non lo so se ora mia cognata si senta diversa rispetto a prima che anche lei assumesse il ruolo di educatrice. Ma a me piace di più. La vedo più serena, più predisposta al dialogo ma soprattutto ad ascoltare, e questo suo lato mi piace decisamente di più di ciò che ho conosciuto 15 anni fa. Ora siamo adulte entrambe e non cerchiamo più l'amicizia che ci ha coinvolte quando eravamo ragazze. Però è più semplice il confronto. Meno scortese, meno dannoso, meno negativo. E' un confronto. Che magari aiuta anche a crescere perchè porta al pensiero e alla riflessione. Non si urla, non si cerca di prevaricare una sull'altra, non si porta a dirsi cattiverie. Io non sto più male, non mi aspetto più niente. Probabilmente questa "indifferenza"  che sento dentro di me, che prendo le cose come vengono e non come vorrei che fossero, mi porta a fare anche 2 risate in più. E quando leggo i bigliettini che ci scrivevamo e ci lasciavamo al Chiosco se non ci vedevamo o guardo le foto che so che sono state scattate nelle ore trascorse insieme sorrido e basta invece che sorridere con l'amaro in bocca. Ora so che se ci si scrive qualche messaggio su Facebook o sul cellulare sono parole sincere davvero, senza alcun fine se non a se stesso. E nonostante tutto sono contenta di come sono andati 15 anni. Tornassi indietro cercherei di vivere il tutto senza farmi troppo del male e senza illudermi troppo. D'altronde di amicizie vere ne ho avute in questi anni. Forse è più il mito della cognata amica che mi sarebbe piaciuto vivere. Probabilmente doveva andare così. E ora prendo ciò che la vita mi dà ogni giorno. Il confronto con una cognata che mi parla dei suoi figli e a cui io parlo dei miei. Nulla di più, ma anche nulla di meno e di questo ne sono felice. Tutto sommato sono contenta di non aver mollato la famiglia di mio marito quando ne sentivo la necessità. Il dolore mi ha reso più forte. Oggi non avrei tutto ciò ma quello che mi interessa di più è che i miei figli non avrebbero l'amore dei nonni e degli zii che hanno ora. E quando ci si trova a Natale o alle varie feste ringrazio Dio per avermi donato il marito che ho con tutta la sua famiglia. E anche se a Mirko ho sempre detto (e ne sono convinta tuttora) che eravamo comunque destinati ad incontrarci, in qualche modo, non ringrazio solo la fortuna per essere sua compagna di vita da 14 anni. 
Lo zampino, lei, ce l'ha messo eccome. E quindi dopo tanto tempo finalmente posso dire con un sorriso ciò che ho pensato a denti stretti per 15 anni. Grazie per avermi fatto conoscere tuo fratello. 
E' stato il più bel regalo che potessi farmi. 
 








giovedì 14 febbraio 2013

VIBRATO

E' da un pò di giorni che mi gira questo post e ho deciso di scrivere oggi prima che me ne vengano in mente molti altri, come mi succede di continuo....purtroppo dal pensare a mettere per iscritto ce ne vuole!!! =(



Qualche giorno fa Veronica, la mia primogenita, mi ha passato questa canzone sul cellulare, dicendomi che gliel' aveva a sua volta passata tramite bluetooth la sua amica spiegandole che conosceva questa musica perchè  l'avevano fatta ascoltare al funerale di un suo amico giovane.

Una volta scoperto che anche in macchina potevo ascoltare tramite bluetooth le canzoni del mio cellulare, un giorno mentre viaggiavo spunta questa sviolinata. Mentre scrivo ora la sto ascoltando, ma vi assicuro che in macchina, in un abitacolo chiuso, piccolo e amplificato tramite casse mi sono venuti i brividi ovunque. Memore di quello che mi aveva spiegato vero ho immaginato una musica così ad un funerale e ho cominciato a piangere. Ho ripensato a mio cugino e alle mie due amiche che hanno perso la vita in un'età in cui si dovrebbe spaccare il mondo e non morire per un aneurisma mentre si viaggia in moto, per un infarto mentre si balla la danza del ventre su un palco o mentre si è in macchina di ritorno dal lavoro per schivare un cerbiatto......ed ecco la mia riflessione.

Abbiamo una vita che rispetto all'età dell'universo dura veramente zero, nemmeno poco. Se ci va bene, se ci arriviamo in buona o sufficiente autonomia, arriviamo a vedere i nostri pro-nipoti, come sta succedendo a 3/4 dei miei nonni. Ma io credo che si debba essere proprio fortunati, oggigiorno, con tutto ciò che si vede e si sente. Ma io mi chiedo: ma perchè dobbiamo passare la nostra inesistente vita (rispetto alla vita dell'universo, ovviamente....)a stare male, a piangere, a litigare, a prendercela, a farci dispetti, cattiverie.....ma cosa ci porta a vivere una vita così di malumori? Ovviamente parlo per chi, bene o male non ha grossi e gravi problemi, nè di salute nè di altro tipo.....ma insomma: abbiamo una famiglia, abbiamo chi ci ama intorno a noi, abbiamo quel poco di natura che ci avvolge, il cibo nel piatto, la musica che ci entra nel cuore, le piccole soddisfazioni quotidiane, siamo genitori, futuri genitori, mogli, mariti, nonni, compagni, amici, complici.....ma cosa ci manca? La macchina superfiga? Il cellulare super avanti? La televisione a super schermo? Cioè, ci manca solo quello? Voglio dire: se abbiamo tutto l'amore del mondo e poi anche tutto il materiale (che oggi come oggi è molto semplice avere...), ma cosa ci manca ancora di più??? Perchè ci arrabbiamo sempre? Ci sono genitori che in modo molto innaturale sotterrano i propri figli, ci sono persone che perdono persone molto care. Ciò che più mi spaventa è perdere dall'oggi al domani i contatti con chi amo....ma perchè non goderci veramente ogni singolo istante della propria vita con chiunque ci stia vicino e pensare davvero che potrebbe essere l'ultimo momento, per assaporarlo meglio??? Io credo che se mia zia, o i genitori di Erika, o il fratello di Loredana avessero saputo che il/la propri* figli* non sarebbe più tornat* a casa quel giorno che sono mort*, si sarebbero goduti ben di più gli ultimi istanti. Allora io credo davvero che si debba prendere spunto dalla "sfortuna" di queste persone e approfittare della presenza nostra e dei nostri cari. Ringraziare ogni giorno Dio(o chi per esso, insomma....) per ciò che ci ha dato, che ci sta proponendo e ci permetterà. Stringere e comunicare il nostro amore alle persone a noi vicine, arrabbiarci di meno e farci avvolgere dall'ottimismo un pò di più. Perchè in tutto questo mondo che si è creato basta il contorno ad essere triste.

Oggi è San Valentino. Non c'è festa più brutta per me perchè la trovo stupida, insignificante e troppo commerciale. Ma visto il post, voglio sforzarmi di vederla, forse, per quella che è nata e non per il traffico di cuori in tutte le vetrine dei negozi solo per fare soldo. E' un giorno d'amore. Che parla d'amore. Prendiamolo come tale. Un giorno in più all'anno per comunicare a tutte le persone a noi care che le amiamo, che vogliamo loro bene, che siamo con loro, che ogni istante con loro è una sviolinata che entra nel cuore ed ad ogni vibrato ci fa sentire il calore e l'emozione di quel singolo istante. Ed è quello che voglio comunicare a voi. 
Buon San Valentino, ma quello Vero!!!!
<3


venerdì 11 gennaio 2013

LA TUA BELLEZZA... =)


Stamattina dopo aver accompagnato le tre sorelle maggiori a scuola, siamo andati al bar, io e te, a festeggiare il tuo, ma anche un pò mio, compleanno. Il nostro primo compleanno. Il nostro primo anno di vita insieme. Anno in cui mi hai cambiato la vita, in cui mi hai fatto sentire viva e amata, coccolata e voluta. Non che le tue sorelle non mi abbiamo fatto sentire speciale per loro, ma sono sempre state più pappone....tu invece vuoi me e col fatto che prendi ancora la tetta, cosa che mi rende stra-felice (un anno di allattamento, e chi l'avrebbe mai detto????), il nostro rapporto è fisico, speciale davvero, molto forte.
Dicevo che siamo andati al bar, io ho fatto colazione e tu dormivi. E mentre bevevo il mio cappuccio, alla radio hanno trasmesso "La tua bellezza", di Francesco Renga. Ancora un pò e mi andava di traverso il cappuccio....era da quasi un anno che non la sentivo e da quando Renga l'ha cantata a Sanremo, per la bellezza della musica e delle parole, avevo deciso che quella sarebbe stata la tua canzone. Perchè la ascoltavo nel periodo che eri un pirulino, così piccolo e così dolce che per me eri davvero la mia bellezza.
Così me la sono riascoltata, ancora poco e piangevo dall'emozione perchè dopo tanti mesi proprio oggi io l'abbia risentita è stato un regalo del destino.
E allora tesoro mio, mentre ora sei lì che capricci per venirmi in braccio, ti faccio un mondo di auguri. Perchè questo tuo primo compleanno possa essere l'inizio di una serie di anni sempre migliori, perchè il tuo carattere testardo, permaloso e sicuro di te, nonostante tu sia così piccolo si formi al meglio e ti permetta di affacciarti alla vita senza troppe difficoltà.
Ti amo, Buon Compleanno amore mio,
la tua mamma

sabato 22 dicembre 2012

PICCOLO, GRANDE UOMO...

mio fratellino Paolo, io, mia sorellina Alice


.....ricordo ancora la scena come fosse ieri....eravamo nel cortile di casa mia sorella, mio papà ed io. Papà teneva in braccio quella sbirula di mia sorellina quando ci annunciò che mamma aspettava un bebè. Mi sono sentita al settimo cielo e ricordo in modo nitido di essere corsa in borgata e di aver raggiunto mamma e di averla abbracciata forte dicendole che ora sapevo.... allora avevo 12 anni scarsi e sarei diventata di nuovo sorella maggiore. Se penso a ciò che 6 mesi dopo mi ha legato così tanto al mio fratellino sorrido e mi emoziono ancora tanto. La notte del 29 febbraio è nato come fosse Gesù bambino....di notte, al buio, al freddo, velocemente e soprattutto in casa, lui, che mia mamma sperava tanto fosse un maschietto, Paolo. Ho sentito e visto le ultime spinte di mia mamma, ho visto uscire questo batuffolo e sentito mia mamma esclamare che fosse un maschio, dopo aver toccato i suoi genitali al buio...sono corsa sotto a scaldargli l'acqua perr il bagnetto e sono corsa in borgata a chiamare i vicini per avvisarli del nuovo arrivo....
Negli anni a seguire ricordo che Popi, così lo chiamavamo, cresceva molto sveglio, molto intelligente e attento a tutto. Ricordo solo a sprazzi la mia vita con lui, era silenzioso e dolcissimo, quando giocavamo con le macchinine mi usava come pista su cui far circolare le sue macchinine.....me lo ricordo intento a giocare sul muretto della cucina con un sacco di automobiline accodate una dietro l'altra e trascorreva le ore a farle andare avanti di mezzo centimetro dalla prima all'ultima e poi ricominciava....quando giocavamo a Memory vinceva sempre lui perchè aveva una memoria da far paura....era mio complice quando volevo andare in giro e volevamo mangiare qualche schifezza.....giravamo insieme e mi teneva le parti....finchè mamma non gli chiedeva a colpo sicuro, sicura di scoprirci.....quando arrivava una macchina dal fondo della strada della borgata lui riconosceva subito il motore e diceva che stava arrivando la macchina di quella marca e noi increduli ci affacciavamo dal muretto che dava sulla borgata solo per vedere se quello che aveva detto era giusto....e lo era sempre!!!! Ricordo che quando era piccino a me sembrava un bambino bellissimo e a mia mamma no, e quando lo diceva io mi arrabbiavo tantissimo... Mi ricordo quando saliva in macchina con me, fresca di patente, come si stupiva che viaggiavo come una pazza per le curve fino in paese......
Me lo ricordo un pò più grande, quando andava a scuola e faceva disperare mia mamma perchè non aveva voglia di studiare e a tutti noi pareva un torto così grande che una mente così sveglia ed intelligente potesse non aver voglia di studiare....ero persino andata ai colloqui degli insegnanti con mia mamma per aiutarla a mettersi meglio le mani nei capelli....


....e poi lo guardo adesso, quasi 25enne e mi emoziono vederlo così grande, così alto...lo scruto e mi diverto  vederlo giocare con le mie bimbe, con quella pazienza serafica e quella dolce severità che usa per stare con loro....lo osservo mentre cucina, mentre legge e si informa sulle ricette, mentre si guarda allo specchio, mentre mangia, mentre semplicemente pensa a qualcosa grattandosi il mento.....così affettuoso e amorevole, adoro il rispetto che ha per mamma e papà e per il resto della famiglia....taciturno ma appena apre bocca divertente, talmente spontaneo che non puoi non ridere.... talvolta si innervosisce perchè qualcosa non va come vorrebbe lui, ma non alza mai la voce, nè si scompone più di tanto.....sto avendo la fortuna di lavorarci insieme ora che abbiamo aperto il ristorantino insieme. Ho tanto da imparare da lui, che tutto sembra essersi capovolto....la sorella maggiore non sembro più io, ora è lui quello che tiene le redini della nostra coppia....è lui che mi dimostra il lavoro, lui che mi insegna a fare determinati lavori in sala, che mi rimprovera....gli anni di lavoro nel campo della ristorazione gli hanno dato una sicurezza strabiliante e siamo un pò come quando era piccolo ed io gli insegnavo a colorare dentro le righe, gli dimostravo i numeri, lo aiutavo a disegnare....
...rimpiango un pò quei momenti, ma solo perchè il tempo è passato così velocemente da quella notte in cui sono stata svegliata dai trambusti del trasloco dei letti per far partorire mamma nella nostra cameretta, che ora mi ritrovo un fratellone cuoco e non mi sembra vero tutto ciò. Da quando ha cominciato a lavorare lo si vedeva sempre meno, finchè addirittura non è andato a vivere in Spagna.....allora mi era sembrato di subire un abbandono nonostante non ci si vedesse spesso....ma meno male che avevo la mia famiglia e il lavoro a cui pensare così non pensavo troppo alla sua lontananza....se Dio vuole è tornato e ora me lo posso godere per tutti gli anni in cui me lo sono un pò perso....anche per la felicità di mamma e papà che ci rivedono tutti e tre insieme.... =)

mia sorella Alice, mio fratello Paolo, Io

domenica 23 settembre 2012

Voglia di vivere sul serio....

Da quando sono rimasta a casa da lavoro ho approfondito alcune conoscenze su internet, su facebook e anche dal vivo. Mi sono iscritta a vari gruppi, ad un GAS (gruppo d'acquisto solidale) locale e partecipo ad alcuni incontri con mamme e bimbi della zona. Tutto sarebbe normale se non fosse che questo approfondimento e queste conoscenze mi hanno sconvolto, dentro di me, la mia vita. Già da quando sono rimasta incinta della terzogenita, 4 anni fa, ho cominciato a pormi qualche domanda e a parlarne con mio marito. I miei dubbi erano focalizzati sulla nostra salute, oggi sempre più precaria, sull'alimentazione, sempre più trascurata, su uno stile di vita in cui, per la verità, ci sono nata vissuta e cresciuta ma che, per vari motivi, andando via di casa ho voluto abbandonare. Bene, con la nascita di Maddalena ho cominciato a rimettere a fuoco sulla mia vita: su come sono sempre stata in ottima salute, per merito di scelte (drastiche) dei miei genitori, su come mi sono sempre distinta rispetto agli altri riguardo i denti, le malattie, l'ossatura, i capelli....a ben pensarci tutto ciò che non mi è mai capitato (rottura di arti, carie, influenze continue, ecc) non era avvenuto per pura fortuna e cominciavo a capire che la frase del filosofo Feuerbach "Siamo ciò che mangiamo" non era stata detta tanto per dire, ma aveva alla base una serie di motivazioni ben valde per poterci credere e poter soprattutto mettere in pratica. Le stesse cose che il mio papà, pur non essendo un filosofo, nè un medico, nè un personaggio famoso, mi aveva sempre detto e, a forza di ripetermelo (non ha mai smesso, nemmeno ora che il mio stile di vita è cambiato, per fortuna!!!) un pò nella mente me l'ha inculcato. Col senno di poi mi rendo conto che gli sono voluti ben 33 anni perchè le sue insistenze, la sua caparbietà e la sua pazienza (soprattutto!!!) cominciassero a dare qualche piccolo frutto, ma credo che dopo 4 anni un pochino fiero di me possa esserlo. Se con la gravidanza di Maddalena qualcosa in me si muoveva, quella del nostro ultimo pupo ci ha dato proprio il via per una "nuova" avventura di famiglia. Oltre all'appoggio, all'esempio teorico e pratico e all'ausilio tecnico dei miei genitori, ho avuto il supporto di alcune donzelle che piano piano si sono insinuate nella vita mia, di mio marito e delle nostre figlie. Piano piano, in silenzio, in punta di piedi, mi si è aperto un mondo fatto di tutto ciò che non è la vita normale e quotidiana. Mondo già visto fare da mia mamma e da mio papà, ma che per me è sempre stato fatto solo da mia mamma e mio papà.....Pannolini lavabili, serenità nell'allattamento e allattamento prolungato (ovvero non solo i 6 mesi canonici e poi via con lo svezzamento), alto contatto con i propri figli, passaggio dall'alimentazione tendenzialmente vegetariana al tendenzialmente vegana, autoproduzione, semplicità di vita, riutilizzo del regalo/baratto/cambio/presto. Insomma, tutto ciò che avevo vissuto con i miei genitori fino al giorno in cui mi sono trasferita fuori casa (stile che, naturalmente, loro non hanno mai cambiato) l'avevo accantonato per darmi alla pazza goia di una vita mai provata prima. Dopodichè sono tornata sui miei passi. E' un pò come andare a cavallo a briglie sciolte e poi far rientrare l'animale con le redini dove ti serve....mi sono sentita un pò il cavallo della situazione. Appena ho potuto ho approfittato di ciò che non avevo mai veduto/vissuto/provato (da sola, ovviamente, sulla mia pelle). Pian piano, con l'aiuto esterno, sono rientrata nei canoni del recinto. Non che mi piaccia l'idea di girare intorno ad un palo, nè tantomeno vederlo fare ad un purosangue, ma in questo caso per noi è stata una grande fortuna rientrare nelle abitudini alimentari e di vita avute da bambina.

Intanto questo gruppo, chiamato Semi di Lino, mi incuriosiva sempre di più. Chi ne fa parte è fortemente motivato eticamente ed ecologicamente. La maggior parte delle mamme, future mamme e plurimamme sono vegane, alcune sono vegetariane, altre onnivore ma rientrano in quella fascia di ecomamme che si richiede per poter, più che altro, confrontarsi con le altre....Queste ragazze sono entusiasmanti, ognuna di loro ha idee che turbinano per il forum o il gruppo di fb che mi sorprendono ogni volta. Ci sono mamme decisamente giovani che fanno "invidia" perchè alla loro "tenera" età (d'altronde tra qualche anno avrò 40 anni e non sarò decrepita ma di sicuro non sono più 20enne anche se, a ben pensarci, il mio viso da bimba non dimostra l'effettiva età degli anni 70....sigh sigh.... =))  ) le vedi impegnate tra un pannolino lavabile e la lavorazione della pasta madre, tra il documentarsi per un pediatra "serio" e l'autoproduzione di vestitini per i loro bebè....loro sanno fare tutto, hanno idee su tutto e mi coinvolgono nel mio entusiasmo di avvicinarmi il più possibile al loro stile per riallacciarmi a dov'ero rimasta quando dai miei facevo tutto ciò, inconsapevole del fatto che quanto stavo imparando sarebbe stata la mia vita in futuro....lavorare la terra, fare le conserve, imparare le dosi per fare il tofu o rinfrescare la pasta madre al posto di papà, cucire le palline yo-yo con la macchina da cucire a pedali, cambiare il fratellino mettendogli il ciripà, cucinare cibi non raffinati e senza zucchero o sale, assistere e aiutare i mie durante i corsi di cucina .....insomma, guardo con piena ammirazione queste ragazze e penso: ma perchè ho abbandonato questo stile di vita così importante, così semplice ma così completo?? Dov'ero, cosa facevo e come vivevo quando avevo l'eta di queste ragazze?? E alla fine non ho risposte che non mi deludano, soprattutto per come sono sicura di aver "deluso" i miei genitori quando i primi anni avevo reintrodotto carne, pesce, uova, latte e formaggi e abbandonato tutto ciò che aveva a che fare con una vita semplice. Però mi consola il fatto di esserci di nuovo, di aver abbandonato la cucina imparata alla scuola alberghiera e di essere riuscita, malgrado tutto, a ritornare in cucina più volenterosa di imparare e convertire le mie ricette su stile cruelty-free......
Sto imparando un sacco di trucchi ed un sacco di cose da queste ragazze: la ragazza che mi ha colpita di più è Maria Rita, ragazza molto giovane con 2 bimbi. Una delle prime volte che l'ho conosciuta aveva la bimba in braccio di 10 mesi circa senza pannolino. Da lei ho appreso l'esistenza dell'EC (Elimination Comunication-comunicazione sull'eliminazione): togliere il pannolo al neonato di pochi mesi comunicando in modo profondo con lui e rispondendo ai suoi bisogni e alle sue esigenze in modo del tutto naturale. In effetti ciò che una mamma dovrebbe fare con i suoi figli al 100% e che in effetti non tutte sanno e fanno. 
Quando Silvia (il capogruppo, la mente e il braccio ed ora anche la panza del nostro GAS)è rimasta incinta la seconda volta, ho visto che continuava tranquillamente ad allattare il primo figlio ormai all'anno e mezzo compiuto e mi è venuto subito di chiederle come avrebbe fatto nel momento in cui sarebbe nato il bebè ad allattarli insieme, con una semplicità disarmante mi ha risposto: "allattamento a tandem!"....in efetti poco tempo dopo l'ho visto in pratica da Maria Rita. Entrambi i suoi bimbi ciucciavano ognuno al suo seno con naturalità. Così ho imparato cosa fosse. 
Con Isabella ho ri-appreso la cucina senza zucchero. Niente zucchero nei dolci, nei biscotti, nei muffin....niente. Io che già ero passata dal raffinato allo zucchero di canna mi sentivo "brava" mi sono resa conto che col malto, succo d'agave e soprattutto con l'uvetta, i dolci venivano buoni,dolci lo stesso ma soprattutto venivano!!! E così anche io ho eliminato del tutto il veleno dalla dispensa. 
Angelica mi ha insegnato quanto un essere umano può amare un animale trattandolo come tale ma con immenso amore. Incondizionato, illimitato, totale ma soprattutto senza ricambio. Penso sia meraviglioso vedere tanto amore così, siamo ad un punto in questa società che non si sa più cosa sia l'amore. Beh, vederlo esprimere in modo così naturale anche verso la sua bimba e il suo maritozzo è bellissimo e mi apre il cuore. Adoro la mia Angie!!!
Marika l'ho vista la prima volta col suo bimbo in un'azienda agricola in cui c'era un buffet veg. mi ha colpita la sua pazienza e il modo di parlare calmo, pacato ma allo stesso tempo gioioso e rilassato col suo bimbo. Davanti ad una qualsiasi reazione positiva o negativa del suo pupo lei reagiva con un aplomb disarmante. Io che mi sento di perdere la pazienza in un attimo e non importa dove sono; potrei urlare, arrabbiarmi o sgridare le pupe, vedere lei così calma e tutta d'un pezzo mi ha suggerito (probabilmente in modo involontario) che le stesse cose che io dico alle mie figlie in modo brusco e senza tolleranza, avrebbero più ritorno con un bel sorriso e molta più pazienza.....epperò se è dura....ho provato a mettere in pratica...ma mamma mia!!!!
Aurora: di lei amo la naturalità del fregarsene del giudizio degli altri che in contemporanea sbatte contro lo star male per i suoi figli. Mamma allo stato puro, genitrice, educatrice all'ennesima potenza. Non dice una parola fuori posto (che nel mio gergo di scaricatrice di porto chiamo parolaccia.... eheheh!!), voce di una dolcezza allucinante, viso abbagliante, con 3 figli uno più bello (dentro e fuori) dell'altro. Sto avendo la fortuna di approfondire la conoscenza sua e della sua famiglia, avendo figli della stessa età e ci è capitato di uscire insieme. Colpisce vederla stare male quando vede i suoi figli litigare (non credo che nessun genitore ami vedere i propri figli che litigano e magari arrivano alle mani, ma so che tanti riescono a superare la situazione o alzandole a sua volta o fregandosene di ciò che accade. Ma capisco bene il senso di frustrazione quando anche io vedo le mie che si attaccano per bocca o per mano....)e come cerca di riappacificarli dopo....con una pazienza davvero ammirevole, con uno sguardo severo ma dolce che non le si può dire di no. Adoro Aurora, mi sta insegnando che la tolleranza e la pazienza verso i propri figli è l'arma migliore per tenerli vicini a sè in questo momento di confusione legata all'età. Cosa faticosa ma decisamente indispensabile....
Merigiò è venuta a vivere al mio paese qualche mese fa. Le ho visto la panciotta crescere mese dopo mese ed è una maestrina semplice, dolce, che piace molto anche ai bimbi, perchè la mia secondogenita è già pazza di lei....Festeggeremo insieme il primo compleanno del mio Pisellone e la nascita del suo....a lei devo la dolcezza con cui ha conquistato le mie bimbe. Vorrei che avessero un'insegnante bella così (ovviamente per bela non intendo solo fisicamente...!!) da cui imparare l'amore per il prossimo. Non tutti gli insegnanti lo tramandano ai propri allievi....
Con le mie amiche qui citate e con le altre con cui non ho ancora approfondito del tutto la conoscenza (Alessia, Annalisa, Monica, Giuliana,ecc) ma che comunque sono pilastri importanti ed indispensabili per il gruppo, sono riuscita ad analizzare varie tematiche per me importanti ad es. i vaccini. Se potevo avere qualche minimo dubbio sul vaccinare sì o no (ma non ne avevo affatto!!) ora ne sono certa. La scelta che ho fatto è stato uno dei  regali più importanti che potessi donare ai miei pupi. L'allattamento: grazie alle ragazze ad oggi, dopo 8 mesi di vita, allatto ancora quasi in modo esclusivo il Pisellone. Cosa che non avrei mai creduto di poter fare, dato che con  le altre pupe sono arrivata al massimo della soglia di 5 mesi, arrancando, strizzando i capezzoli e facendo riti spettacolari ogni volta che era ora di allattarle. Per me questo è stato un passo davvero importante. mi ha dato una carica che non sentivo più dal primo parto andato male e tutti gli altri appresso al primo. Ho sempre creduto che una mamma fosse completamente tale dopo aver partorito in modo naturale e allattato allo stesso modo. Ovviamente non è così, e va da sè che per essere una Mamma a tutti gli effetti non basta partorire ed allattare, ma è sempre stato il mio cruccio di non sentirmi completa.  Partorendo con 4 cesarei e non riuscendo nemmeno ad allattare un minimo senza dover ricorrere al latte artificiale, il mio ruolo non l'ho mai sentito definito. Ora che sto arrivando vicina all'anno del pupo e che starei per escludere il latte artificiale mi sento già con un piede in Paradiso, dalla felicità, e non sarei a questo punto se le ragazze non mi avessero dato una mano, un sostegno ed un aiuto nei momenti di crisi che ho avuto quando credevo di non avere più latte. Riconoscenza per tutta la vita.... =)))  L'autoproduzione: è stato un aspetto importante che ho approfondito con loro e che mi ha permesso di giocarmela con Mirko quando ho deciso di chiudere l'attività e dedicarmi alla mia famiglia. In effetti se si comprano le materie prime c'è un bel risparmio sul prodotto finito. Non che non lo sapessi, ma saperlo e metterlo in pratica implica un passo non indifferente. Che però ora sto riuscendo a concretizzare con il loro aiuto a voce, sui loro post o sui link/indirizzi/conoscenze che passano. Il baratto/regalo/riutilizzo: già un pò di tempo fa mi ero accorta che le spese al mercatino dell'usato si riducevano non poco. Il trucco è quello di non pensare all'oggetto come usato ma come al fatto che gli si ridà una nuova vita. La stessa cosa vale per i vestitini e oggettistiche dei bambini che in questo gruppo non smettono mai di vivere, ma continuano a girare e dare un perchè alla loro esistenza. Con il gruppo ho imparato che si può anche donare senza per forza ricavarci un guadagno: il vero vantaggio è il sentirsi poi bene con se stessi perchè si è aiutate altre persone. Non sempre è davvero così profiquo il guadagno dei soldi, che fa molto materiale il gesto. 


Insomma, potrei andare avanti ancora per ore, ma il succo è che è stata davvero una fortuna riuscire in poco tempo a conoscere tutte queste ragazze che in un modo o in un altro mi fanno sentire una persona migliore: con veri valori da tirare fuori sul serio ed insegnarli senza riserva ai miei figli. Con un minimo di consapevolezza su quanto l'essere umano inquini anche solo consumando carne e derivati, utilizzando per comodità oggetti usa&getta e buttando via oggetti che si potrebbero far girare fino a completa usura. 
Quindi è un sincero grazie, ma che viene proprio dal profondo del mio cuore ad Angelica, Aurora, Maria Rita, Isabella, Silvia, Marika, Merigiò e a tutte le altre che spero di avere la fortuna e l'onore di frequentare un pò di più, per essere come siete, per gli insegnamenti che mi avete dato finora e che sicuramente mi darete in futuro, per la semplicità delle vostre vite e la generosità del volerle condividere con me. Ma grazie soprattutto per aver risvegliato in me quella vera e sana voglia di vivere che si era assopita da un pò di anni a questa parte e che sbatteva con la voglia di essere diversa dalle persone comuni e da voler vivere in modo differente rispetto alla società attuale. Evidentemente solo gli insegnamenti di mamma e papà non bastavano a darmi il via. Mi auguro di poter contraccambiare in qualche modo tutti questi consigli/esperienze/indicazioni che ho elaborato finora. Grazie, grazie, grazie.






sabato 30 giugno 2012

FINE DELL'AVVENTURA....


 Fine. Fine di un'avventura durata quasi 5 anni. Solo chi ha passato il momento di una chiusura attività sa cosa si prova a svuotare un locale di ogni ben di Dio e consegnare le chiavi. Da una parte ci si sente sollevati pensando a ciò che si vorrà fare in futuro. Dall'altra ci si sente di aver "buttato" via tutti quegli anni.....
Quando ho preso l'attività di lavanderia, ho pensato che avevo trovato il modo di conciliare il lavoro (mio di donna-mamma) con la famiglia. Tenere le mie due bimbe in negozio, aiutarle a fare i compiti, a giocare con loro, a farle dormire nel retro, pensavo fosse il modo migliore per poter stare con loro e seguirle mentre io lavoravo, al posto di doverle lasciare ai nonni, babysitter e comunque allontanarmi da loro. Col tempo, però, mi sono resa conto che non era proprio il lavoro più adatto per stare con i bimbi: un pò perchè ho subito avuto problemi col vicinato che non mi permettevano di lasciare le bimbe a giocare nel cortile del retro del palazzo. Un pò perchè la lavanderia è un tipo di lavoro che quando aspetti il cliente, devi lavorare per lui....E un pò anche perchè dopo meno di un anno che ero lì, sono rimasta incinta di Maddalena e dopo pochi anni del Pisellone. Nel giro di 4 anni e mezzo vi ho "sfornato" 2 cuccioli per cui tutto è cominciato ad essere difficile. Dopo nemmeno 6 mesi che lavoravo alla grande il macchinario principale (la lavasecco) ha cominciato a zoppicare, dopo un anno scarso la crisi ha gambizzato tutti, attività comprese, poi litigi a non finire col vicinato (arrivati ad alzarsi quasi le mani, urlarsi in faccia, farsi i dispetti e chiamare i carabinieri....), altri macchinari o pezzi di macchinari che man mano mi lasciavano ed erano da cambiare ed io che cercavo disperatamente di superare il tutto con l'affetto dei clienti e della famiglia.
Ma arrivi ad un certo punto che tutto ti abbandona. Oppure tu abbandoni tutto. Niente più marcia: la famiglia, i pupi, il rapporto con il marito, le spese divoratrici....allora devi prendere una decisione.


 Ho messo in vendita l'attività più che per i soldi, per la continuità dell'attività, per non passare tutti i giorni davanti al locale e vederlo vuoto, triste e in affitto. E invece....
Ma ora che è tutto finito, comincia davvero la mia nuova vita.
Però in questi 5 anni ho avuto la fortuna di conoscere molte persone e questo lavoro mi ha insegnato molte cose. Tra le quali:
----> la cattiveria è una pianta grama: esistono persone veramente cattive, che pensano di essere furbe, che approfittano della tua ingenuità e che provano ad annientarti ma non sempre la fortuna e il buon Dio sono dalla loro parte.....c'è chi tramite avvocato ha provato a chiedere un rimborso di un vestito da sposa solo perchè pensava che fossi assicurata e che ha smesso di appellarsi aperchè ho capito l'inganno; c'è chi  ha minacciato le mie figlie di prendere loro per i capelli se avessero sporcato il cortile quando qualche giorno prima diceva che era bello vederle giocare nel cortile....
----> L'amministratore di condominio: c'è una categoria di lavoratori che in linea generale (ovviamente non tutti, anche i miei zii sono in quella categoria ma spero e sono sicura che loro non siano così perchè al di fuori del lavoro non sono disonesti, quindi...)viene scelta per fare da mediatore tra gli inquilini, ma i due che ci sono stati nel palazzo dove c'è il negozio hanno fatto sempre i comodi e seguito i bisogni di una famiglia in particolare, solo perchè questa ha 3 alloggi su 16 e perchè i componenti di questa (pessima) famiglia urlano più forte degli altri.... questi sono stati gli amministratori di condominio. Uno faceva un sacco di pasticci e non sapeva gestire nè i conti nè le persone con cui trattava o che lo chiamavano. L'altro invece, agli inizi della carriera, ha preferito compiacere alla famiglia in questione che fare gli interessi dell'intero palazzo in modo da poter avere in futuro carriera sicura....mah....
----> Il cliente non ha sempre ragione: un grande numero di persone mettono a dura prova la pazienza di chi sta dietro al bancone: insultando, sbeffeggiando, borbottando, parlandoti alle spalle, prendendoti in giro.  Sono gli stessi che prima ti danno dell'incompetente perchè pretendono il massimo e poi dopo qualche anno tu per loro sei diventato indispensabile....
----> La pazienza è la virtu dei forti: rincorrere le persone chiedendo loro anche il corrispettivo in denaro perchè venissero a ritirarsi alcuni capi lasciati in lavanderia per tutta una stagione....la cosa bella era sentirsi dire sempre la stessa cosa: "domani passo...." e non vederli mai.....
----> La confidenza alimenta la conversazione più dell'intelligenza. (François de la Rochefoucauld): quante confidenze e confessioni, quanti pianti e quanta tristezza le mie orecchie hanno sentito in questi anni dai clienti più affezionati. ma come li ho sentiti, così li ho cancellati. In quelle mura che ho lasciato oggi saranno conservate per sempre tutte le rivelazioni fattemi. Potessero parlare immagino che le mura (in generale) avrebbero tanto da raccontare.....

 Mi mancherà il lavoro, mi mancheranno alcuni clienti, il caffè e le colazioni presi con i vicini di negozio, i pasaggi delle amiche per un bacio o una risatina veloce, mi mancheranno i periodi in cui non riuscivo a passare da una stanza all'altra tanto ero piena di lavoro e i periodi in cui mi giravo i pollici perchè periodo morto.
 Ma quando la famiglia chiama, una mamma non può che rispondere a suo favore. 
E così si è chiusa la mia grande avventura di artigiana, commerciante ma più familiarmente:
 BELLA LAVANDERINA. =))









martedì 12 giugno 2012

TEMPO DI ASILO.....+ RICETTINA (Torta di Pandolce)

La scorsa settimana Mirko ed io siamo stati convocati alla riunione dell'asilo per l'inserimento di Maddalena il prossimo settembre. Per noi è già la terza riunione a cui assistiamo e devo purtroppo riconoscere che ogni volta è sempre peggio.....per la terza volta sono uscita da lì esasperata e disgustata, ribadendo per l'ennesima volta che mi dissocio dal modo di essere mamma che si deduce siano alcune genitrici agli occhi delle maestre. Innanzitutto conosco la maggior parte delle educatrici di quella scuola dell'infanzia da una decina d'anni. Sono un gruppo molto unito e le maestre cercano sempre di collaborare dal punto di vista educativo con i genitori perchè il bimbo si senta sempre "in famiglia", con le stesse regole e comportamenti simili in modo da non confonderlo. Quindi so che se le maestre durante la riunione hanno fatto certi raccomandamenti è perchè so che ci sono genitori che si sono comportati proprio in quella maniera, a dir poco.....vergognosa. Parere personale, naturalmente!!!
Dopo essersi tutte presentate hanno cominciato ad illustrare il loro programma e il loro metodo d'insegnamento. E da lì sono partite le esortazioni: la cosa che mi ha più imbarazzata è stata la preghiera  delle insegnanti di non dare una tachipirina al proprio bimbo alla mattina presto per poi portarlo a scuola dicendo che il figlio non ha più la febbre. Da far cadere la faccia....Al di là del fatto che la suppostina viene eliminata magari durante la giornata dal bimbo quando va in bagno, hanno ricordato che loro hanno un'esperienza trentennale con i bambini (detto terra terra ci hanno fatto capire di non prenderle per il naso). Mi sono sentita piccola così, come mamma è orribile sentirsi dire certe cose....anche se il mio comportamento, per quanto a volte possa essere distratto, è ben lontano da quello descritto dal team scolastico.....Trovo assurda l'idea che una mamma lasci il proprio figlio febbricitante a scuola, prendendo per il naso le maestre e mancando di rispetto prima di tutto al proprio bimbo e poi agli altri pupi dell'asilo. Assurdo davvero.
Un'altra preghiera è stata quella di non ritardare, nè per portare il bimbo nè per andarlo a prendere all'asilo perchè oltre al fatto che è irrispettoso per i propri figli che aspettano l'arrivo del genitore o che arrivano in ritardo alle attività scolastiche, per le bidelle che non possono pulire e per le maestre che non possono staccare, è anche pericoloso perchè il cancello rimane aperto ed è un niente che il bimbo esca dalla scuola se il personale è impegnato a parlare con i genitori dell'ultimo momento o è al telefono o a seguire un bimbo che va in bagno o altro ancora (stiamo parlando di 150 bimbi circa dai 3 ai 5 anni, non è poco!!!).
Un'altra richiesta verteva sull'abbigliamento dei bimbi. Hanno esplicitamente detto che sono indispensabili e sicuramente più consoni al luogo, abiti sportivi e non da cerimonia. Io dico: ma è possibile che una mamma debba portare una bambina vestita di tutto punto in un posto in cui si rotola per terra, pittura, scrive, mangia, manipola e chissà cosa ancora??? Ma cosa passa nella mente di una mamma quando la rende "fichissima" agli occhi degli altri ma impacciata in qualsiasi movimento faccia??? Ma pensa di essere intelligente o di essere reputata intelligente (ammesso che le interessi) quando prende in giro figlio, maestre, bidelle e gli altri bimbi? Perchè non pensa di avere a che fare con persone competenti che capiscono se un bimbo ha la febbre, se non sta bene, se ha i pidocchi o altre malattie esantematiche?? Ma soprattutto perchè non pensa come può vederla il proprio pupo che si vede trattare come un pacchetto nonostante non sia in forma, accompagnato a scuola nonostante la febbre o il malore o si rende conto che tutti i giorni è l'ultimo ad arrivare e l'ultimo a tornare a casa?? Per carità, nessuno è perfetto, tutti i genitori sbagliano.....ma tutti i giorni, nonostante i richiami degli insegnanti, nonostante le proteste del bimbo??? MAH......sono uscita dalla riunione esterefatta come le altre volte e con un grosso MAH sulla testa.....


E dopo questo grosso punto interrogativo che non so se mai avrà una risposta, mi distraggo con la ricetta della

 TORTA PANDOLCE
400 gr farina integrale di manitoba
150 gr pasta madre già pronta per il suo funzionamento
qb       acqua
cioccolato fondente a pezzetti, mandorle e nocciole a pezzetti, malto o sciroppo d'agave a piacimento

Impastare farina acqua e pasta madre fino a renderla una palla morbida. lasciare lievitare per un paio d'ore. Reimpastare aggiungendo cioccolato, madorle, nocciole e malto o sciroppo e metterla in uno stampo. lasciare riposare ancora per una mezzoretta. Infornare a 220 gradi per una ventina di minuti o finchè con vi sembra cotto con la prova dello stecchino. 

Questa torta è buona da mangiare così a fette, come panino o come biscotto nel latte/the.

Io non ho aggiunto altro perchè la mia dispensa in questo momento è priva di frutta secca, altrimenti forse avrei messo uvetta o fichi secchi. Comunque con la cioccolata non è venuta male....quindi 
Buon spuntino!!!!